Come cucinare il polpo

 

Il polpo è molto semplice da cucinare e si presta a diversi tipi di preparazione: può essere cotto nella pentola a pressione, alla griglia e così via ma su questo argomento faremo ritorno a breve.

Nei nostri mari c’è grande abbondanza di questo animale, praticamente da sempre e gioco forza è diventato uno degli alimenti tipici della nostra cucina, soprattutto in estate per la preparazione di piatti freschi e gustosi. Predilige i fondali bassi e non si spinge mai oltre i 200 metri di profondità. I polpi migliori sono quelli pescati tra maggio e luglio, perché più grossi mentre da settembre a dicembre sono di taglia più piccola.

 

 

La prima decisione da prendere, importantissima, riguarda la scelta dell’esemplare. Per capire se il polpo è fresco deve avere la pelle lucida e le ventose consistenti. Se possibile, toccarlo e sincerarsi che la carne sia soda. Scelto il polpo più fresco del mercato, va pulito.

Il difficile viene ora, dopo la pulizia. Sbagliare la cottura significa mangiare un polpo gommoso. Se l’intenzione è di lessarlo, il consiglio è di immergerlo in una pentola con acqua fredda insieme a cipolla, sedano, carota e alloro. La pentola, poi, va messa sul fuoco e va portato tutto a ebollizione. A quel punto va messo il coperchio e la fiamma va abbassata e il polpo lasciato cuocere per 60 minuti. Trascorso questo tempo, guai a togliere il polipo: va lasciato nella pentola fin quando il tutto non si sarà raffreddato: solo così la carne resterà tenera.

 

 

I modi di preparazione sono vari e c’è grande spazio alla fantasia e reinterpretazione delle ricette. Il modo appena descritto è una buona base di partenza. A questo punto basta tagliare il polpo a pezzetti e condirlo a proprio gusto con sale, olio e limone, per esempio. Oppure si possono aggiungere patate scaldate e fagiolini. A chi piace, una spruzzatina di paprika non guasta.

Per gli amanti della cipolla di Tropea, suggeriamo di cucinarlo in questo modo: adagiate in una casseruola la cipolla tagliata a fette molto sottili, versate olio e poi posizionate il polpo. A questo punto innaffiate il tutto con un bicchiere di vino bianco, mettete il coperchio e cuocete per un’ora. È un piatto che consigliamo a chi ama il polpo più croccante.

Si può preparare anche alla griglia: tagliatelo in grossi pezzi e mettetelo sui carboni. Una volta cotto potrà essere condito a piacimento, ad esempio con un composto di prezzemolo, aglio, limone e olio. Se invece avete a disposizione polpi piccoli, potete usarli per preparare una gustosa salsa di pomodoro dal sapore di mare. In pratica la piovra va lasciata cuocere completamente immersa nel sugo di pomodoro e con dell’ottimo olio d’oliva, il tutto reso lievemente piccante con il peperoncino.

Come cucinare i carciofi

 

I carciofi sono uno dei prodotti tipici delle campagne italiane: la pianta appartiene alla famiglia delle Asteraceae, ha principalmente un uso alimentare ma non mancano le applicazioni in campo medico. I carciofi sono ricchi di acqua, forniscono un buon apporto di fibre e di vitamine B1 e B3. Abbiamo scritto questa introduzione per far comprendere ai nostri lettori che mangiare carciofi fa bene e per questo vi proporremo qualche consiglio su come cucinarli, magari avvalendosi di una pentola a pressione.

Abbiamo detto che i carciofi sono tipici del nostro territorio ma che ne direste di scoprire come vengono preparati in Grecia? Per la preparazione (per 4 persone) servono i seguenti ingredienti: pepe, un decilitro di brodo vegetale, una bella manciata di prezzemolo tritato, un uovo, 200 g di polpa di agnello, due cucchiai di olio d’oliva extravergine, 80 g di parmigiano, uno spicchio d’aglio, un limone, sale, due cipolle, 10 grammi di pane grattugiato e per finire 50 grammi di parmigiano.

La prima cosa è togliere il gambo ai carciofi e tagliare le punte. A questo punto vanno allargate le foglie creando dello spazio. È necessario eliminare la “barba” che si trova sul fondo. A questo punto i carciofi vanno sistemati in una ciotola contenente acqua e mezzo limone, quindi vanno sgocciolati e strofinati con il restante mezzo limone. Dopo questa preparazione, vanno cotti a vapore per 20 minuti.

In attesa che il tempo passi, le cipolle vanno tagliate a fettine sottili e la polpa di agnello tritata. La carne va mescolata insieme con il prezzemolo e l’aglio tritato con sale e pepe.

In una padella va scaldato l’olio insieme con la cipolla affettata in precedenza. Quando le cipolle sono dorate, si aggiunge la carne. Terminata la cottura, bisogna attendere che il tutto si raffreddi e solo a quel punto va aggiunto il pan grattato (grosso), un uovo sodo e il parmigiano grattugiato a scagliette. A questo punto bisogna amalgamare il tutto.

Dopo esservi preoccupati di aver sgocciolato per bene i carciofi, vanno adagiati in una pirofila unta con un po’ d’olio. Se necessario, le foglie vanno allargate per consentire di inserire il ripieno. A questo punto va versato il brodo e il tutto va coperto con un foglio di alluminio. Nel frattempo va impostato il forno a 180° e una volta riscaldato è necessario infornare la pirofila, dove resterà per 30 minuti, trascorsi i quali andrà tolto il foglio di alluminio per permette ai carciofi di gratinare per 10 o 15 minuti.