Crema di broccoli al latte di cocco

 

Se siete alla ricerca di una ricetta che sappia dare un gusto esotico a un alimento tipico della zona mediterranea, vi proponiamo la crema di broccoli al latte di cocco. É un piatto che farà felici i vegani e i vegetariani, vista la totale assenza di derivati animali ma può incontrare i gusti di tutti. Dunque, anche se siete fanatici della carne, avvicinatevi senza pregiudizio a questo piatto.

É preferibile gustarlo in inverno perché va servito e consumato caldo.

La preparazione del piatto è molto semplice e servono circa 40 minuti per completare il tutto. Questi sono gli ingredienti che dovrete procurarvi: 800 g di cime di broccoli, mezzo litro d’acqua, uno spicchio d’aglio, mezzo bicchiere di latte di cocco, peperoncino in polvere, olio extravergine di oliva, un avocado, noci di macadamia, prezzemolo, paprika, sale e pepe.

In una casseruola fate soffriggere i broccoli con l’olio di oliva, l’aglio e il peperoncino. Una volta pronti i broccoli, versate il latte di cocco, mescolate per qualche minuto e aggiungete l’acqua calda e fate bollire il tutto fino a quando i broccoli non saranno teneri.

Togliete l’aglio e mixate il preparato, preoccupandovi di aggiungere sale e pepe. Versate la crema in una ciotola e aggiungete le fettine di avocado tagliate sottilmente, le noci tritate (non troppo piccole), prezzemolo e paprika. Completate il tutto con una spolverata di prezzemolo finemente tritato.

In questo modo non servirete in tavola soltanto un piatto delizioso ma anche colorato e bello da vedere.

Come cucinare il polpo

 

Il polpo è molto semplice da cucinare e si presta a diversi tipi di preparazione: può essere cotto nella pentola a pressione, alla griglia e così via ma su questo argomento faremo ritorno a breve.

Nei nostri mari c’è grande abbondanza di questo animale, praticamente da sempre e gioco forza è diventato uno degli alimenti tipici della nostra cucina, soprattutto in estate per la preparazione di piatti freschi e gustosi. Predilige i fondali bassi e non si spinge mai oltre i 200 metri di profondità. I polpi migliori sono quelli pescati tra maggio e luglio, perché più grossi mentre da settembre a dicembre sono di taglia più piccola.

 

 

La prima decisione da prendere, importantissima, riguarda la scelta dell’esemplare. Per capire se il polpo è fresco deve avere la pelle lucida e le ventose consistenti. Se possibile, toccarlo e sincerarsi che la carne sia soda. Scelto il polpo più fresco del mercato, va pulito.

Il difficile viene ora, dopo la pulizia. Sbagliare la cottura significa mangiare un polpo gommoso. Se l’intenzione è di lessarlo, il consiglio è di immergerlo in una pentola con acqua fredda insieme a cipolla, sedano, carota e alloro. La pentola, poi, va messa sul fuoco e va portato tutto a ebollizione. A quel punto va messo il coperchio e la fiamma va abbassata e il polpo lasciato cuocere per 60 minuti. Trascorso questo tempo, guai a togliere il polipo: va lasciato nella pentola fin quando il tutto non si sarà raffreddato: solo così la carne resterà tenera.

 

 

I modi di preparazione sono vari e c’è grande spazio alla fantasia e reinterpretazione delle ricette. Il modo appena descritto è una buona base di partenza. A questo punto basta tagliare il polpo a pezzetti e condirlo a proprio gusto con sale, olio e limone, per esempio. Oppure si possono aggiungere patate scaldate e fagiolini. A chi piace, una spruzzatina di paprika non guasta.

Per gli amanti della cipolla di Tropea, suggeriamo di cucinarlo in questo modo: adagiate in una casseruola la cipolla tagliata a fette molto sottili, versate olio e poi posizionate il polpo. A questo punto innaffiate il tutto con un bicchiere di vino bianco, mettete il coperchio e cuocete per un’ora. È un piatto che consigliamo a chi ama il polpo più croccante.

Si può preparare anche alla griglia: tagliatelo in grossi pezzi e mettetelo sui carboni. Una volta cotto potrà essere condito a piacimento, ad esempio con un composto di prezzemolo, aglio, limone e olio. Se invece avete a disposizione polpi piccoli, potete usarli per preparare una gustosa salsa di pomodoro dal sapore di mare. In pratica la piovra va lasciata cuocere completamente immersa nel sugo di pomodoro e con dell’ottimo olio d’oliva, il tutto reso lievemente piccante con il peperoncino.

Come cucinare il coniglio

 

 

Il coniglio non piace a tutti ma le sue caratteristiche fanno sì che sia adatto a chi, per una ragione o per l’altra ha la necessità di mangiare carni bianche, dunque, è una valida alternativa a pollo e coniglio. La carne del coniglio è tenera e si presta a svariate ricette

In macelleria, spesso, lo si trova interno ma spesso le ricette richiedono che sia fatto a pezzi. Tuttavia non si tratta di un grosso problema, ci penserà il vostro macellaio di fiducia.

 

Qualunque sia la ricetta da voi scelta, il consiglio è di mettere a bagno la carne del coniglio in acqua e limone oppure aceto. La carne dovrà sottoporsi a questo bagno per almeno un paio d’ore, dopodiché andrà sciacquata con cura.

Una ricetta semplice è quella del coniglio al forno accompagnato con patate. Vi servirà, oltre alle patate e al coniglio, del parmigiano grattugiato, una cipolla, del sale, pepe, timo oppure origano, prezzemolo e del buon olio extravergine di oliva.

Il coniglio tagliato a pezzi va disposto in una pirofila con un po’ d’acqua e sale e cosparso da un filo d’olio.

Lasciatelo riposare e tagliate le patate che andranno tenute in ammollo per una decina di minuti. Asciugatele e disponetele in una ciotola con le erbe tritate, il pan grattato, il parmigiano, il sale e il pepe. Mescolate delicatamente il tutto e date il tempo alle patate di insaporirsi.

Attendete che il forno raggiunga la temperatura di 200°, aggiungete le patate al coniglio e mettete tutto nel forno. Lasciate cuocere il coniglio per 40 minuti (chi lo preferisce può coprire il tegame con un foglio di alluminio in modo da ottenere una cottura più omogenea) e buon appetito.

Come cucinare i carciofi

 

I carciofi sono uno dei prodotti tipici delle campagne italiane: la pianta appartiene alla famiglia delle Asteraceae, ha principalmente un uso alimentare ma non mancano le applicazioni in campo medico. I carciofi sono ricchi di acqua, forniscono un buon apporto di fibre e di vitamine B1 e B3. Abbiamo scritto questa introduzione per far comprendere ai nostri lettori che mangiare carciofi fa bene e per questo vi proporremo qualche consiglio su come cucinarli, magari avvalendosi di una pentola a pressione.

Abbiamo detto che i carciofi sono tipici del nostro territorio ma che ne direste di scoprire come vengono preparati in Grecia? Per la preparazione (per 4 persone) servono i seguenti ingredienti: pepe, un decilitro di brodo vegetale, una bella manciata di prezzemolo tritato, un uovo, 200 g di polpa di agnello, due cucchiai di olio d’oliva extravergine, 80 g di parmigiano, uno spicchio d’aglio, un limone, sale, due cipolle, 10 grammi di pane grattugiato e per finire 50 grammi di parmigiano.

La prima cosa è togliere il gambo ai carciofi e tagliare le punte. A questo punto vanno allargate le foglie creando dello spazio. È necessario eliminare la “barba” che si trova sul fondo. A questo punto i carciofi vanno sistemati in una ciotola contenente acqua e mezzo limone, quindi vanno sgocciolati e strofinati con il restante mezzo limone. Dopo questa preparazione, vanno cotti a vapore per 20 minuti.

In attesa che il tempo passi, le cipolle vanno tagliate a fettine sottili e la polpa di agnello tritata. La carne va mescolata insieme con il prezzemolo e l’aglio tritato con sale e pepe.

In una padella va scaldato l’olio insieme con la cipolla affettata in precedenza. Quando le cipolle sono dorate, si aggiunge la carne. Terminata la cottura, bisogna attendere che il tutto si raffreddi e solo a quel punto va aggiunto il pan grattato (grosso), un uovo sodo e il parmigiano grattugiato a scagliette. A questo punto bisogna amalgamare il tutto.

Dopo esservi preoccupati di aver sgocciolato per bene i carciofi, vanno adagiati in una pirofila unta con un po’ d’olio. Se necessario, le foglie vanno allargate per consentire di inserire il ripieno. A questo punto va versato il brodo e il tutto va coperto con un foglio di alluminio. Nel frattempo va impostato il forno a 180° e una volta riscaldato è necessario infornare la pirofila, dove resterà per 30 minuti, trascorsi i quali andrà tolto il foglio di alluminio per permette ai carciofi di gratinare per 10 o 15 minuti.